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Tra pittura e arte: 3 mostre da vedere a Padova

2023-04-21 14:08

Audiogiro

Località, Curiosità, mostra, arte, Padova,

Immagine di copertina dell'articolo su Padova che mostra un dipinto con tre donne

A Padova, città dalla ricca e antica tradizione culturale, innumerevoli sono gli appuntamenti sul tema arte e pittura. Vediamone tre.

Immagine di copertina dell'articolo su Padova che mostra un dipinto con tre donne

La stagione culturale sta aprendo le porte alla primavera e in tutte le città aumentano gli eventi e le mostre in vista di un flusso sempre maggiore di turisti. A Padova, città dalla ricca e antica tradizione culturale, innumerevoli sono gli appuntamenti sul tema. Vediamone tre.

Frida Kahlo e Diego Rivera: la Collezione Gelman

La locandina della mostra di Frida Kahlo a Padova

Padova è l’unica tappa Italiana del tour mondiale di questa importante collezione. Promossa dall’Assessorato alla cultura del Comune di Padova, la mostra è organizzata dalla Vergel Foundation, MondoMostre e Skira, in collaborazione con l’Instituto Nacional de Bellas Artes y Literatura (Inbal), con la curatela di Daniela Ferretti. 

 

Il nucleo principale delle opere arriva dalla famosa collezione statunitense di Jacques e Natasha Gelman, che porta in dote alla mostra ben 23 opere di Frida Kahlo e 9 opere di Diego Rivera. Oltre a queste, sono presenti anche molti ritratti fotografici dei due, eseguiti dai migliori fotografi internazionali del tempo: Héctor Garcia, Manuel Alvarez Bravo, Giséle Freund, Martin Munkacsi, Nickolas Muray, Lucienne Bloch e Edward Weston.

 

La mostra, che è già aperta dal 14 febbraio e durerà fino al 4 giugno, si trova al Centro Culturale Altinate/San Gaetano. È visitabile da lunedì a giovedì, sabato e domenica, dalle 10:00 19:30 (ultimo ingresso ore 19:00). Il venerdì dalle 10:00 alle 22:00 (ultimo ingresso ore 21:30). Sono inoltre previste tre aperture straordinarie: il 25 aprile, dalle ore 10:00 alle 19:30, il 1 maggio, dalle ore 10:00 alle 19:30 e il 2 giugno, dalle ore 10:00 alle 22:30.

 

Tutte le informazioni sulla mostra, incluso l’acquisto dei biglietti, sono reperibili sul sito ufficiale.

Ritratti antichi ma contemporanei: Francesco Apollodoro e Leandro Bassano

La locandina della mostra ritratti antichi ma contemporanei a Padova

Si parla ancora di ritratti con questa mostra dedicata a due artisti specialisti del genere. Francesco Apollodoro (Venezia, 1531 - Padova, 1612) lavorò a lungo nella città di Padova, principale sede universitaria della Serenissima e fucina del genere ritrattistico. La sua abilità era cogliere la perfetta riconoscibilità del ritratto con quello del committente, in un’epoca in cui l’opera doveva trasmettere l’immagine del personaggio illustre ai posteri e concorrere utilmente a eleggerlo a esempio di virtù. A Venezia, il suo diretto concorrente, Leandro Bassano (Bassano del Grappa, 1557 - Venezia, 1622) venne eletto tra i maggiori esponenti del genere ritrattistico a cavallo tra 500 e 600.

Oltre a una selezione di dipinti del Museo d’Arte Medioevale e Moderna di Padova e a due ritratti inediti di Francesco Apollodoro della collezione Selvatico Estense di Imola, la mostra presenta anche l’esposizione di alcuni libri illustrati con ritratti calcografici di personaggi di rilievo dell’epoca, provenienti dalla Biblioteca Civica e dalla Biblioteca Universitaria di Padova. 

 

È presente anche una parte multimediale, con alcuni ritratti che instaurano un contatto visivo con lo spettatore. Oltre a questo, si può vedere anche il ripristino digitale di un’importante opera di Leandro Bassano andata distrutta durante il secondo conflitto mondiale: il Ritratto di Leone Bonzio, che era conservato allo Staatliches Museum Schwerin in Germania.

 

La mostra, allestita presso Palazzo Zuckermann, è già visitabile dal 5 aprile ed è aperta fino al 28 maggio. L’ingresso è libero e l’orario di apertura è dalle 10.00 alle 19.00. I giorni di chiusura sono i lunedì non festivi e il 1 Maggio.

Barricate misteriose di Franco Beraldo

La locandina della mostra di Franco Beraldo a Padova

Sono diciotto stele in vetro di Murano le opere presentate da Franco Beraldo e create dall’artista per l’Oratorio di San Rocco. Il titolo è ispirato a una composizione musicale per clavicembalo, scritta da François Couperin nel 1717. Le stele, composte da larghi frammenti di vetro fusi insieme e con le “cicatrici” della fusione bene in risalto, sono collocate al centro del cinquecentesco oratorio, mentre è presente anche un grande vaso soffiato, in vetro di Murano, ai piedi dell’altare.

 

Franco Beraldo, nato nel 1944 a Meolo e trasferitosi ancora da ragazzo a Mestre, ha iniziato l’attività artistica nel 1965, partecipando a numerosi concorsi, rassegne, mostre collettive e personali e ha riscosso e continua a riscuotere numerosi premi e riconoscimenti. 

 

La mostra, che si tiene all’Oratorio di San Rocco, è aperta dall’8 aprile fino al 2 luglio ed è visitabile da martedì a domenica, dalle ore 10:00 alle 12:00 e dalle 16:30 alle 19:00.


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